Il Sentiero di Luce

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 Nicolas Flamel

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Basileusofias
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MessaggioTitolo: Nicolas Flamel   Sab Gen 19, 2008 4:38 pm

Un uomo straordinario, secondo ciò che si dice, uno dei più grandi alchimisti di tutti i tempi! Forse il più grande!
Le sue gesta sono rimaste nella leggenda: lui trovò la pietra filosofale, la pietra dell'eterna giovinezza, la pietra che rendeva i metalli oro puro...
Ma è realmente esistito o è solo frutto di una leggenda?


Nicolas Flamel nacque forse a Pontigny nel 1330 da una modesta e dignitosa famiglia che lo fece studiare. Divenne copista e in seguito giurista. Dotato di notevole spirito di iniziativa, di curiosità, ed di fiuto negli affari, riuscì ad aprire un banco di vendita sul retro delle colonne della chiesa di Saint-Jacques la Boucherie a Parigi. Prese alloggio in una casa, detta "All'insegna del giglio", luogo di 'ritrovo' di scrivani, apprendisti scrivani, amanuensi, copisti, in cui circolavano manoscritti e codici miniati di vario tipo. Facendosi largo nell'ambiente, passò da scrivano a maestro di lettere e anche editore. La Via S. Jacques -la-Boucherie divenne Via degli Scrivani,quando la Corporazione omonima vi trasferì la sede. In questo contesto conobbe colei che diventerà la sua inseparabile compagna e musa ispiratrice, Pernelle, che era rimasta vedova due volte e poteva contare su un patrimonio notevole. Lui l'aiutò in alcune questioni legali e si sposarono nel 1357, un anno importantissimo per Flamel. Documentazioni, certificati di matrimonio, atti notarili esistono: storicamente si hanno fonti concrete del personaggio e della sua vita, dunque. Vita che si ammanta di una straordinaria serie di eventi 'fortuiti' che la faranno entrare per sempre nella leggenda. Dicono che creò la Pietra Filosofale e, con essa, il segreto dell'Eterna Giovinezza. Un uomo che riuscì a darsi al prossimo, elargendo i propri beni a piene mani, costruendo oltre una decina tra ospedali e case di cura, a dare ricovero ai derelitti, a restaurare chiese e monumenti. Se si sanno tutte queste cose, cosa c'è di ancora poco noto in questo personaggio? Come mai esercita tanto fascino dopo sei secoli dalla sua scomparsa? Come mai tanti uomini dalla mente illuminata hanno cercato, nelle varie epoche, di studiare sui suoi testi e decifrarli? Tra le varie teorie, c'è anche chi lo annovera tra i Gran Maestri del Priorato di Sion e gli attribuisce i natali nella località di Gisors. Non va dimenticato che un gran numero di persone non conosce Flamel,e il suo nome non è riportato su testi enciclopedici di uso comune. Rappresenta una 'pietra miliare' per chi si interessa di studi ermetici, ma non per gli altri. Pare che non si interessasse di alchimia, inizialmente. Certamente egli aveva avuto modo di venire a contatto con moltissimi testi, anche di matrice alchemica ma non avevano catturato la sua attenzione se non come materiale 'di lavoro', da ricopiare. Tradizione vuole che Nicolas fece un sogno profetico. Gli apparve infatti un angelo, il quale, mostrandogli uno splendido volume antico, gli mormorò: "Guarda bene questo libro, Nicholas. All’inizio non comprenderai niente di esso, né tu né altri uomini. Ma un giorno vedrai in esso quello che nessun altro uomo sarà capace di veder.". Nicola non lo aveva mai visto dal vivo, quel libro, e non lo vide fino ad un giorno del 1357, quando lo riconobbe, in mano ad un venditore che non conosceva e che stava per mandare via. Quando notò il libro che teneva in mano,il cuore gli fece un balzo in petto e si affrettò a comprarlo. Racconta Flamel: “La legatura in solido ottone, dentro vi erano figure e caratteri che non erano latini e neanche francesi… era stato scritto con una matita di piombo, su fogli di corteccia ed era stranamente colorato. Sulla prima pagina, in lettere d’oro, appariva questa dicitura… Abramo l’Ebreo, Prete, Principe, Levita, Astrologo e Filosofo alla nazione degli ebrei dispersa in Francia (o fra i galli) dall’ira di Dio, augura Salute”.Quindi seguivano grandi maledizioni e minacce contro chiunque avesse posto i suoi occhi su esso senza essere un sacerdote o uno scrivano. La parola misteriosa maranatha, ripetuta parecchie volte su ogni pagina, accresceva il senso di paura che incuteva il testo". Il testo si rivelò di assai ardua comprensione, con iconografie che non poteva interpretare. Comprese che era il percorso da seguire per giungere alla trasformazione del piombo in oro, della materia in spirito. Non fu avida volontà di raggiungere ricchezza e potere, quella di Flamel, ma la perseveranza di lavorare su se stesso, di sentirsi investito di una missione divina, e Dio sarà sempre la Grande Luce,il Fuoco per lui. Senza l'aiuto divino, egli era conscio che non sarebbe mai arrivato a comprendere il 'grande segreto della Natura', dunque iniziò a lavorare dentro di sè, con l'aiuto di Pernelle e contemporaneamente intuendo che necessitava di ulteriore conoscenza, che non possedeva. Sempre Dio avrebbe guidato i suoi passi. Era conscio che doveva fortificarsi per sopportare la tempesta di luce che l’avrebbe scosso nel momento in cui la verità avesse preso il suo cuore. Solo allora riuscì a realizzare il suo desiderio. Purtroppo dovette 'fermarsi' ben vent'anni perchè sviato nelle operazioni alchemiche dai falsi insegnamenti di un tale Anselmo, un medico che si professava in grado di svelargli i segreti contenuti nel mirabile libro. Sfibrato, decise di aver bisogno del supporto di un esperto in Cabbala ebraica, dal momento che il libro era scritto in ebraico antico; gli Ebrei erano stati mandati via dalla Francia, perchè perseguitati e molti si erano stabiliti in Spagna, sotto i più illuminati domini arabi. Nelle sinagoghe, centri di Cultura preminenti, si studiavano e traducevano manoscritti antichissimi. Partì quindi per la volta della Galizia, come pellegrino. Cercò per anni qualcuno che potesse aiutarlo, ma trovò diffidenza in quanto era europeo e soprattutto francese, fino a che a Lèon, venne messo in contatto con Maestro Chances, che finalmente si dimostrò in grado di dargli l'aiuto di cui era alla ricerca. Il libro di Abramo, gli disse, era un manoscritto che si credeva ormai perduto e Chances si irradiò di luce quando lo vide tra le mani di Flamel.Nicolas aveva all'incirca 50 anni, Pernelle lo attendeva a casa e mandava avanti gli affari di famiglia. Nicolas non vedeva l'ora di tornare a riabbracciarla. Propose a Chances di ritornare insieme a Parigi, dove avrebbero potuto fare le loro Ricerche di alchimia. Tra il Maestro e Nicolas si stabilì un legame di fratellanza; Chances non conosceva, con tutta probabilità, integralmente il segreto contenuto nel libro ma decise di seguire Flamel a Parigi, dove avrebbero potuto studiarlo a fondo. Era ebreo, però, e non avrebbe potuto entrare in città. Arrivò perfino a convertirsi pur di raggiungere lo scopo prefisso, ma in pochi giorni morì a causa di una malattia e Flamel lo seppellì nella chiesa di S.Croce. Prima di morire, Canches rivelò a Flamel il significato della formula misteriosa sulla quale avrebbe dovuto concentrarsi e continuare a lavorare. Ora doveva proseguire da solo. Quel po' che aveva appreso da Maestro Chances doveva bastargli. Trascorse più di tre anni a completare la sua conoscenza, ma alla fine di questo periodo, la trasmutazione fu compiuta. Avendo imparato quali materiali fosse necessario mettere insieme, seguì strettamente il metodo di Abramo e il 17 gennaio 1382 cambiò una libbra di piombo in argento, e il 25 aprile fece lo stesso per ottenere oro puro. E simultaneamente, compì la stessa trasmutazione nella sua anima. Dalla sua passione, mischiata in un invisibile crogiolo, riuscì ad emergere la sostanza dello spirito eterno.
Ma non usò mai le sue ricchezze per accrescere il suo benessere personale, o per soddisfare le sue vanità. Non cambiò niente della sua vita modesta. Continuò a mantenere la sua attività di libraio, con l' umiltà della sua Saggezza. Pare che ricevette l'ammirazione e la protezione di una dama di corte, Bianca Navarra, figlia del re di Navarra e poi moglie di Filippo VI di Francia che divenne 'esperta in scienze chimiche'. Flamel non era uno sprovveduto e aveva ben compreso che la rivelazione del segreto ad un'anima impreparata poteva solo accrescere lo stato di imperfezione della stessa. Diventò ricchissimo. Ma non per sè. Era proprietario di una trentina di case, quando morì, che voleva destinare ad ospizi. Dicono che andasse spesso a passeggiare nel cimitero degli Innocenti, vicino alla sua casa, pensando che ad essi 'facesse piacere'. Sapeva che i morti che vi riposavano sarebbero tornati, quando la loro ora fosse giunta, in forme differenti per perfezionare se stessi e morire ancora. Fece realizzare un bassorilievo da collocarvi; era sempre stato attratto da quel luogo. Secondo molti, nei suoi simboli vi era il segreto della Pietra Filosofale. Per questo,dopo la sua morte, parecchi approfittatori cercarono con false identità di penetrare nella sua casa, asportarono suppellettili, bassorilievi, sondando da cima a fondo i luoghi dove aveva soggiornato. Perfino il cimitero! Pernelle morì nel 1397, lasciandolo solo e sconsolato. Flamel si trasferì allora nella casa di Rue de Montmorency Secondo alcuni, Flamel morì nel 1419, ad 89 anni di età;qualcun altro si spinge a 106 anni. Altri ancora, sulla scia della leggenda, affermano che non è mai morto, acquisendo il rango di Adepto Immortale. Nel corso dei secoli, lui e la moglie furono visti diverse volte! C'è anche chi sostiene che egli non sia altri che Fulcanelli. Il fatto che nelle loro tombe, come si racconta, non siano stati ritrovati i corpi, ha fatto aumentare la suggestione. Il suo testamento fu inizialmente scritto in un codice crittografico formato di 96 lettere, decifrato nel 1758. Contiene indicazioni ermetiche per gli iniziati alla Scienza di Hermes. Flamel trascorse gli ultimi giorni della sua vita scrivendo libri di alchimia, interessandosi non di meno ai suoi affari e predisponendo la sua inumazione, che doveva avvenire in fondo alla navata di Saint Jacques la Boucherie, come infatti fu. La chiesa venne in seguito abbattuta, durante la Rivuoluzione, restando solamente un recinto e fu usata come deposito di munizioni; tutte le opere d'arte scomparvero,così la tomba di Flamel non fu salvata. Resta però la lapide trovata più tardi da un antiquario: veniva usata come tavola di taglio per un rappresentante di verdura! Pare sia conservata al Museo di Cluny a Parigi.
"Fuoco Nicolas Flamel precedentemente scrivano ha lasciato ad opera di questa chiesa alcune entrate e case di cui aveva fatto acquisizione e comperate al suo diletto per fare certo servizio divino e distribuzioni di denaro ciascun anno per elemosine che toccano i quindici venti(?), l'hotel Dieu ed altre chiese ed ospedali di Parigi." Siano pregati qui i defunti".
Poi vi sono due righe sotto l'uomo disteso(che ha un cartiglio uscente dalla bocca) che dicono a grandi linee che terra siamo e in essa ritorniamo. Queste parole fanno capire come Flamel non avesse intenzione di eludere la morte, considerata come transizione naturale. Flamel fu “visto” varie volte durante le epoche. Un fatto quantomeno 'inspiegabile' è che nel XVII secolo un archeologo (Paul Lucas) mandato dal re Luigi quattordicesimo in Oriente per effettuare delle ricerche per conto della Francia, testimoniò in un libro, Voyage dans la Turquie, pubblicato nel 1719, di aver avuto notizie di Flamel da un filosofo, appartenente ad un gruppo di Sette Saggi, che periodicamente, ogni 20 anni, si trovavano in un luogo del mondo. In quell'anno si riunivano nella località di Broussa, dove si trovava l'archeologo in missione. Il saggio gli raccontò che loro possedevano la Pietra Filosofale e di conseguenza l'Elisir di Lunga Vita, e che anche Flamel, in Occidente, la possedeva ed era uno dei Saggi. Paul Lucas restò di sasso, apprendendo come quell'uomo potesse conoscere non solo Flamel ma la maniera in cui avesse ricevuto il Libro di Abramo, prima di allora ignorata. Il saggio rivelò che Flamel e Perenelle erano vivi e si trovavano in India.


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MessaggioTitolo: Re: Nicolas Flamel   Sab Gen 19, 2008 10:35 pm

beh che dire del grande flamel..... la sua vita è leggenda, e anche se non ha raggiunto l'immortalità, può essere tranquillamente nominato come il più grande alchimista di tutti i tempi (al pari di cagliostro e fulcanelli)
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MessaggioTitolo: Re: Nicolas Flamel   Dom Gen 20, 2008 3:15 pm

Più di Cagliostro e Fulcanelli, dal momento che è precedente...

E' il padre dell'alchimia moderna...
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