Il Sentiero di Luce

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 Il rapimento di Kore-Persefone

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Sa_Mexina
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MessaggioTitolo: Il rapimento di Kore-Persefone   Mer Mar 04, 2009 3:33 pm

Dei 3 figli maschi di Cronos, che lo avevano detronizzato, solo Hades Signore degli Inferi non aveva moglie...ciò lo aveva portato a chiedere a Zeus l'autorizzazione per poterne avere una anche a costo di usare la forza pur di averla. Zeus accettò la proposta di Hades autorizzandolo al rapimento di Kore (la fanciulla), figlia della sorella Demetra; il rapimento avvenne mentre Kore giocava con le figlie di Oceano su prati lussureggianti e coglieva fiori fra cui rose, crochi, violette, iris e giacinti.

Spuntò dal terreno un narciso, che Gea con astuzia aveva fatto spuntare per amor del dio degli Inferi al fine di tentare la fanciulla dal viso di bocciolo. Il narciso risultò essere una vera meraviglia, 100 fiori spuntarono dalle sue radici e un dolce profumo si spandeva nell'aria; il cielo, la terra e l'acqua salata del mare ridevano.

Quando Kore, stupita dalla comparsa e dalla bellezza del fiore, tese le mani verso di esso, venne rapita; la terra si spalancò e il Signore degli Inferi, figlio di Cronos e dio dai molti nomi ne balzò fuori coi suoi cavalli immortali, prese la fanciulla riluttante e piangente sul suo carro dorato e la rapì.

Nessuno udì le urla di Kore tranne la tenera figlia di Perseo, la dea dal fulgido diadema, Ecate, e Helios figlio di Iperione.

Demetra, madre di Kore, si rese conto della scomparsa della figlia per il fatto che le cime dei monti e gli abissi riecheggiavano della sua voce immortale; per il dolore la grande dea ebbe trafitto il cuore da un acuto dolore, allora strappò l'ornamento dei suoi capelli immortali, levò dalle spalle la veste oscura e volò, come un uccello, sopra la terra e le acque, alla ricerca della figlia.

Nessuno voleva dirle la verità, ne dio, ne uomo. Per 9 giorni la sovrana Demetra errò sulla terra, con due fiaccole accese nelle mani.

Nel suo dolore non toccò ne ambrosia, ne nettare, ne bagnò il suo corpo con l'acqua. Soltanto al terzo mattino incontrò Ecate, portatrice come lei di fiaccole, che le diede la notizia: "Demetra, nostra signora, tu che apporti la maturazione e regali ricchi doni, sai chi rapì Persefone, turbando così profondamente il tuo cuore? Io sentii la voce ma non vidi il rapitore. Io ti direi la verità".

A seguito di quanto Ecate le aveva detto Demetra restò in silenzio, senza parole, e insieme alla figlia di Perseo si mosse, con le fiaccole accese in mano, verso Helios, investigatore degli dei e degli uomini. Demetra ed Ecate si fermarono dinanzi ai suoi destrieri, la grande dea gli chiese di sua figlia e del rapitore della fanciulla e il figlio di Iperione rispose: "Figlia di Rea, Demetra, ora lo apprenderai. Ho venerazione per te e compassione del tuo dolore per la perdita della fanciulla dalle belle caviglie. Nessun altro degli immortali ne è colpevole, se non Zeus, che la diede in sposa a suo fratello Hades. Questi la trasse con la violenza sul suo carro e la portò nel regno dell'oscurità, senza minimamente curarsi del suo disperato pianto. Ma tu dea, cessa di lamentarti. E' inutile nutrire un'ira così inestinguibile. In tuo fratello Hades tu non hai acquistato un genero indegno tra gli dei. Egli è onorato in un terzo dell'universo, da quando questo è stato diviso, e, dove dimora, egli è re!".

Tuttavia quanto detto da Helios non estinse o attenuò il dolore di Demetra, anzi...questo divenne sempre più lancinante. La grande Dea, nella sua ira contro Zeus, abbandonò la riunione degli dei e l'Olimpo, scese tra gli uomini e andò a vedere le loro città e le loro opere. Deformò la propria figura in modo che nessuno, ne uomo, ne donna, la riconoscesse e giunse nei pressi del palazzo dell'astuto Celeo, re di Eleusi, città sacrificata di sacrifici.

Una volta giunta nei pressi del palazzo di Celeo, Demetra sedette sull'orlo della strada, immersa nel dolore del suo cuore, presso la fontana delle vergini, dalla quale i cittadini attingevano l'acqua. Aveva l'aspetto di una vecchia non più capace di partorire, ne di partecipare ai doni della dea dell'amore. Tali sono le nutrici dei figli dei re e le governanti dei palazzi risonanti.

La scorsero colà le figlie di Celeo, re di Eleusi, quando con brocche di bronzo andarono ad attingere l'acqua per la casa paterna. Queste chiesero alla dea chi fosse e da dove venisse, lei rispose che veniva da Creta e che era riuscita ad arrivare ad Eleusi dopo essere sfuggita a dei pirati che l'avevano rapita insieme ad altre donne.

Chiese a quel punto di essere aiutata; prospettò la possibilità che potesse accudire a qualche bambino, magari proprio della famiglia a cui appartenevano le quattro sorelle. Callidice, la più bella delle figlie di Celeo, lasciò intendere che sicuramente a Eleusi ci sarebbe stata qualche famiglia bisognosa di assistenza per i figli; nel frattempo che si fosse verificato ciò, se la madre delle quattro fanciulle avesse acconsentito, Demetra sarebbe stata loro ospite...e Metanira, madre delle quattro fanciulle acconsentì.

Avendo da poco avuto un figlio di nome Demofoonte, Metanira offrì a Demetra la possibilità di allevarlo fino all'adolescenza, cosa che le avrebbe consentito una lauta retribuzione e la possibilità di essere guardata con invidia dalle altre donne. La grande dea accettò e fece crescere Demofoonte come un dio, senza mangiare e senza bere. La dea lo ungeva di ambrosia, l'avvolgeva nel suo dolce alito e lo teneva in grembo.

Tutte le notti esponeva il bimbo alla forza del fuoco come un tizzone destinato a diventare fiaccola, senza che i genitori lo sapessero. Ai loro occhi era un miracolo vedere come il bambino prosperava: egli era già uno degli dei. Demetra ne avrebbe fatto anche un immortale che non avrebbe conosciuto la vecchiaia, se Metanira, nella sua limitatezza, una notte non avesse spiato dalla sua stanza e non avesse visto cosa succedeva al bambino. Essa mandò un grido, battè con entrambe le mani sulle cosce ed eruppe in alti lamenti: "O figlio mio Demofoonte, la straniera ti fa perire nel grande fuoco, lasciandomi in lutto!".

Così disse lamentandosi. La dea la sentì e si infuriò contro la regina. Posò con le sue mani immortali il bambino sul suolo, dopo averlo tolto con ira dal fuoco, e si rivolse subito a Metanira: "Ignoranti siete voi, gente umana, e imprudenti, che non prevedete il futuro ne il male. Anche tu, per la tua limitatezza, hai subito ora un danno irrimediabile. Io pronuncio il grande giuramento degli dei sull'acqua della Stige: avrei fatto del tuo caro figlio un immortale eternamente giovane e gli avrei procurato una venerazione imperitura. Ora non c'è più mezzo per fargli evitare la morte. Riceverà venerazione imperitura perchè si è seduto nel mio grembo e ha dormito fra le mie braccia. In suo onore i figli degli Eleusini, a determinati intervalli, lo celebreranno con gare di lotta. Io sono Demetra, signora di ogni venerazione, divinità di somma utilità, che da le più grandi gioie agli immortali e ai mortali. Voi, tutto il popolo, dovete erigermiun grande tempio con un altare davanti, sotto le mura della città e sopra la fontana, con un bello spiazzo per le danze sulla collina prominente. Vi insegnerò i sacri riti affinchè nel futuro mi offriate la venerazione che da pace alla mia anima."

Dopo quanto detto da Demetra, che a quel punto rivelò la sua natura divina, la regina cadde svenuta...Demofoonte non potè più acquistare quella natura divina alla quale sembrava destinato e fu allevato come un comune mortale; il giorno dopo l'episodio Celeo fu informato dei fatti e fece costruire il tempio dedicato alla dea e in quel tempio Demetra risiedette.

Lei decise, per l'ira che ancora aveva per la perdita della figlia, di mandare un'annata terribile sulla terra nutrice; la terra non fece germogliare alcun seme, Demetra fece restare tutto seploto nel suolo. Lei avrebbe distrutto tutto il genere umano e gli dei olimpici non avrebbero più avuto venerazione e sacrifici se Zeus non avesse pensato qualcosa di buono. Egli mandò allora Iris, l'amabile dea dalle ali d'oro a richiamare Demetra per convincerla a interrompere la carestia ma questa non cedette....lei sarebbe ritornata sui suoi passi solo se avesse riavuto la figlia. Zeus mando allora Hermes, messaggero fra gli dei e fra questi e gli uomini, a parlare con Hades, ciò allo scopo di convincerlo a far ricongiungere Kore-Persefone alla madre.

Quando Hermes parlò con Hades spiegandogli la richiesta del fratello, le ciglia del dio degli inferi accennarono a un sorriso...questi decise di assecondare la richiesta di Zeus. Hades parlò subito alla sua sposa e le disse: "Va', Persefone, a raggiungere tua madre, dea della veste, va con cuore sereno e non essere più così eccessivamente triste. Non sarò per te un marito indegno fra gli immortali; in fondo sono fratello di sangue di tuo padre Zeus. Tu regnerai, anche se sei qui, su tutti gli esseri viventi e avrai il massimo onore fra gli dei. Chi ti offenderà e non presenterà un sacrificio espiatorio, sconterà pene eterne. Persefone balzò allora in piedi, pronta ad abbandonare gli Inferi e tornare dalla madre, ma lo sposo le diede da mangiare, porgendolo da dietro per non essere visto, un seme di melograno dolce come il miele, affinchè Kore-Persefone non potesse stare sempre con la madre.

Egli attaccò gli immortali destrieri al suo cocchio dorato, la dea vi salì sopra, Hermes con le redini e la frusta in mano incitò la pariglia a uscire dal palazzo...il ritorno di Kore-Persefone da Demetra era cominciato. Hermes fermò il cocchio vicino al tempio di Demetra, dinanzi al quale questa sedeva, la grande dea potè ricongiungersi alla figlia.

Demetra chiese alla figlia se non avesse accettato da Hades qualche alimento, se ciò fosse successo lei sarebbe dovuta stare 1/3 dell'anno negli Inferi insieme al suo marito e sovrano e solo 2/3 con la madre, alla quale sarebbe tornata ogni primavera.

A quel punto Persefone ricordò l'episodio del seme di melograno e lo raccontò allamadre. Passarono insieme tutta la giornata e le raggiunse anche Ecate che da allora divenne la servizievole compagna di Kore-Persefone. Demetra, felice per avere riavuta la figlia pose fine alla carestia, il suo soffio di vita dette nuova fertilità alla terra. Una volta che ciò successe, Demetra (come aveva detto a Metanira) mostrò ai re di Eleusi i sacri riti, iniziandoli in quel culto segreto che non è permesso tradire ne ascoltare, ne raccontare: la grande venerazione degli dei ne impedisce la voce. Beato è sulla terra l'uomo che ha visto tale cosa. Chi però resta non-iniziato non potrà partecipare neanche alla benedizione nell'opaca oscurità di quaggiù.
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MessaggioTitolo: Re: Il rapimento di Kore-Persefone   Gio Mar 05, 2009 2:24 pm

L'ho spostato quì perchè mi sembrava la cartella più adatta, in effetti racconta la storia mitologia di Perfefone...

Complimenti Sa_Mexina!!! ^^
Bel post! Good Applausi

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MessaggioTitolo: Re: Il rapimento di Kore-Persefone   Gio Mar 05, 2009 4:31 pm

Grazie Melahel.

Dove l'avevo messo? Nella cartella Religione?

Effettivamente sono stato un pò insicuro su dove postare l'argomento...quando si va indietro nel tempo e ci si avvicina ad espressioni religiose o a religioni particolarmente ancestrali, mitologia e versioni ufficiali su aspetti di dterminate divinità si sovrappongono.
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MessaggioTitolo: Re: Il rapimento di Kore-Persefone   Gio Mar 05, 2009 4:34 pm

Ahhh...scusate: la fonte è "Gli dei e gli eroi della Grecia. Il racconto del mito, la nascità della civiltà"-Karoly Kerenyi-Il saggiatore.
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MessaggioTitolo: Re: Il rapimento di Kore-Persefone   Lun Mar 09, 2009 9:15 pm

Citazione :
Demetra chiese alla figlia se non avesse accettato da Hades qualche alimento, se ciò fosse successo lei sarebbe dovuta stare 1/3 dell'anno negli Inferi insieme al suo marito e sovrano e solo 2/3 con la madre, alla quale sarebbe tornata ogni primavera.

VEXATA QUESTIO: Nella "Teogonia" (Θεογονία) Esiodo sostiene che i mesi dell'anno che Persefone passa con Ade sono 6 (autunno ed inverno) e 6 quelli che passa con la madre (primavera ed estate).

Piccola preciisazione da buon puntiglioso...

Ottimo post comunque. Wink

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MessaggioTitolo: Re: Il rapimento di Kore-Persefone   Gio Mar 12, 2009 12:43 pm

Grazie Basileusofias...hai fatto benissimo a fare la precisazione, effettivamente anche io sapevo che c'erano delle versioni del mito che parlavano di un periodo di permanenza di Persefone agli Inferi della durata di 6 mesi. Non sapevo che, addirittura, la fonte primaria per questa versione fosse Esiodo. Mi sono fidato di Kerenyi data l'autorevolezza dello studioso...anche i migliori sbagliano. ^ -
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MessaggioTitolo: Re: Il rapimento di Kore-Persefone   Gio Mar 12, 2009 8:54 pm

Facendo un giro veloce in internet ho notato che la versione del "6 e 6" è riportata in nove siti su 10...
E' la versione più accreditata!!!! Ma l'altra versione non è da sottovalutare...

Riguardo a Esiodo c'è da fare una precisazione:
non scrive riguardo il mito di Persefone, accenna al ciclo delle stagioni e a Persefone. Luca Canali ha tratto questa conclusione.

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