Il Sentiero di Luce

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 Anteprima: Cartomanzia numero 26

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Scorpione Bufalo Numero di messaggi : 203
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MessaggioTitolo: Anteprima: Cartomanzia numero 26   Ven Lug 02, 2010 10:31 pm

In anteprima mondiale lol! solo per voi del Sentiero di luce vi propongo l'introduzione del libro di cartomanzia napoletana scritto da me Embarassed ; per esorcizzare le varie problematiche relative alla sua pubblicazione, che credo sia stata ulteriormente rimandata per motivi futilissimi, aspettando che si sblocchi la manovra, perchè con molta probabilità sarà una auto pubblicazione.

Leggete, valutate e attendete...




cartomanzia numero 26


INTRODUZIONE


La cartomanzia non è per tutti!
Al pari di un qualsiasi strumento in relazione alle proprie facoltà pratiche essa sortirà l'effetto previsto, ma nelle mani (e nella mente) di persone poco predisposte al mondo dell'immaginazione in termini di divinazione, il tutto si trasformerà in patetica ossesione e blanda considerazione verso la comprensione del sè come promotore di eventi, nonchè in un gioco da salotto.
I simboli parlano, svelano, non hanno mistero, sono la coniugazione perfetta delle azioni intese come vibrazioni, racchiuse in un determinato punto, in una determinata linea energetica.
Un simbolo non è un messaggio nascosto, poichè se si ha l'opportunità di trarne conclusioni, si ha anche la facoltà d'intendere una certa visibilità d'insieme delle cose.
Quello che veramente chiude e nasconde determinate informazioni è la nostra visione oggettiva, contrapposta alla rivelazione soggettiva, che formano insieme il punto d'incontro per bilanciare la menzogna.
Prima di divinare con un mazzo di carte bisognerebbe "lasciare il desiderio di vedere così come volessimo fosse una determinata situazione", in ragione di acquisire il giusto movimento della situazione stessa.
La verità appartiene a tutti nella maniera in cui si mente in maniera soggettiva a se stessi, considerandosi parte dell'esistenza alimentata dalla percezione degli altri; ma la vera visione non oggettiva in termini di giudizio, nè rappresenta la visione della realtà presente in maniera soggettiva.
La vera visione, esclude sia il soggetto che l'oggetto, tenendo presente solo la conseguenza che ne deriva come immagine di un evento, quindi come moto vibrazionale e tutto ciò che ne scaturisce.
Un evento è da considerarsi come il simbolo delle nostre azioni, determinate da fattori concatenanti, come una rosa mistica.
Tutto quello che vediamo in movimento è accadimento, una forma di continua rivelazione, un moto perpetuo, un presente eterno.
La cartomanzia è l'unione oggettiva di vari simboli scaturiti da azioni soggettive:
una persona vivrà la sua esistenza (oggettività) in relazione agli stimoli che ne derivano (soggettività) che formeranno le varie caratteristiche di vita, nonchè i vari eventi, o meglio, le varie opportunità d'eventi.
La formazione di un simbolo è la concentrazione d'intenzioni, mentre la sua rivelazione è l'evento, quindi la manifestazione.
Chiedere alle carte una cosa, significa volere quella cosa, oppure evitarla, ma dal momento che in parte si favoriscono le manifestazioni, bisogna considerarsi promotori, anche in maniera indiretta, quindi fautori della propria esistenza.
Le carte parlano, sono le bugie che raccontiamo a noi stessi che tacciono in maniera tale da provocare l'attrazione o la repulsione verso qualcosa.
Tutti coloro che hanno intenzione di rivelare per mezzo della cartomanzia gli accadimenti, dovranno per prima cosa smascherarsi da ogni possibile concetto di propria verità assoluta ed iniziare a comprendere la menzogna di tutti, quindi di se stessi.






L'oracolo delle ventisei carte napoletane ha radici molto forti e simbologie appartenenti alla visione del popolo, al pettegolezzo da comari, all'amore tra amanti, al pensiero della gente e a tutte quelle situazioni da quartiere intese come fatti da commentare e da racchiudere in aneddoti.
La tradizione dell'oracolo non ha documentazioni vere e proprie, ma viene tramandato, come una sorta di segreto di pulcinella, dove tutti sanno e tutti fanno finta di sapere che si sta parlando di quella determinata cosa.
I significati sono uguali per tutti, ma le combinazioni unite al sentire intimo di chi le interpreta fanno si che ognuno detenga il vero modo di interpretazione, affidabile o meno, a discrezione della precisione con cui si verificheranno gli eventi.
In questo manuale non ci sono pretese ma solo spiegazioni di base, nè interpretazioni, nè fantomatiche promesse che alla fine della lettura vi renderanno il perfetto cartomante.
Le interpretazioni appartengono alle coniugazioni tra carte ed alla sensibilità del cartomante, alla sua suggestione rispetto a quello che gli viene offerto dai simboli nella stesura.
Ogni simbolo, come detto prima, è la sintesi di una qualche situazione, una convergenza vibratoria, la sua interpretazione è ciò che ne deriva (1+1=2), senza meravigliarsi del fatto che se lanciamo un sasso in un lago questo provocherà cerchi concentrici!
Ogni realtà veramente tale, non ha bisogno di interpretazioni, come ogni menzogna falsamente reale che non aspetta altro che essere smascherata!
La verità, è la massima espressione della menzogna di tutti!
E' quello che tendenzialmente non oso riconoscere, ma che di sicuro mi rende cosciente del fatto che adotto una forma di rifiuto contrattuale tra me e quello che mi differenzia da un'altra cosa.
E' la giusta distanza tra noi e il nostro modo di approfittare della vita.
Quando si sceglie di essere la propria verità, non bisogna mai trascurare il fatto che da qualche altra parte si lascia una bugia sul cuore di qualcuno, questo semplicemente perchè ci si pone dinanzi a sè come nel gioco della fuga degli specchi, che crea un riflesso speculativo che si perde nell'infinita necessità umana.
Mentre la menzogna è la realtà che stai vivendo semplicemente perchè non sei altrove per viverne un'altra, la verità è la sensazione, in quanto "percepita", di star vivendo il tuo presente in quell'occasione!
I fatti sono la manifestazione della verità, ma non sono la verità!
Saremo la nostra verità a patto di dover passare prima in tutte le nostre bugie; percepiremo la vera verità quando non ci sarà niente altro che la manifestazione della nostra più grande bugia!
La cartomanzia ricopre il ruolo della coscienziosa arte della nostra volontà che definisce lo svelamento delle emozioni profonde causate dai desideri e dalle paure, e dalla voglia di venirne fuori in un modo o nell'altro.
Oltre la sistematica equazione che ci offre il metodo delle ventisei carte napoletane, dovremmo tener conto soprattutto della libera associazione imposta da certi schemi mentali naturali, come prima considerazione ed impressione: un paesaggio e la sistemazione dei suoi componenti, esterni e variabili (condizione climatica, gente che passa, situazioni improvvise etc...) ed interni e fissi (montagne, alberi, conformazioni naturali, natura in generale etc...), al fine di esporre, oltre ogni schema, la visione elementare che con il tempo si rivelerà come veicolo d'intuito.
In ultimo, ogni carta è una lettera, ed ogni lettera forma una parola, ma ogni lettera ha la sua natura, ed il suo contrasto come la sua giusta collocazione, considerando anche le diverse formazioni che si possono manifestare.
Ogni parola è formata da una lettera, ed ogni parola, in successione forma un discorso (si spera di senso compiuto!), quindi lo smascheramento di qualcosa che fino ad allora era rimasto all'oscuro e la risonanza dovuta da fatti che si avvicendano.
Non considerate la cartomanzia con gli occhi di chi vuole a tutti i costi sviscerare situazioni o persone, ma vedetela come uno specchio che vi mostra, se solo lo "volete", quella parte necessaria per considerarvi punti cardine del vostro io presente, come il sasso che viene lanciato nel lago, nel momento che scruterete nei simboli, sarete la vibrazione di voi stessi, e null'altro che ogni azione "futura".
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MessaggioTitolo: Re: Anteprima: Cartomanzia numero 26   Sab Lug 03, 2010 3:35 pm

Bhè...... l' arte magica della cartomanzia,non mi ha mai interessato.
Sinceramente non sapevo che esistevano sistemi francesi e ne tantomeno napoletani.
Ho letto e riletto questo post....e devo dire che mi ha affascinato.
Sono rimasto colpito dal fatto che ogni arte magica,di base,si ricongiunge ad un'altra.
Solo il fatto di dover affrontare prima la verità e la menzogna,se si vuole davvero praticare la cartomanzia,mi ha lasciato favorevolmente sorpreso.
Ed ho pensato che è un po come liberarsi dai propri problemi e pensieri prima di concentrarsi e meditare.
In poche parole, ciò che ho pensato,è che qualunque ramo della magia si scelga di seguire,l'ostacolo maggiore siamo sempre solo noi stessi e i nostri pensieri.

Poi.....soprattutto quando hai menzionato la verità e le bugie sono rimasto contento, perche ormai sai che l'argomento mi interessa in particolare.

Volevo farti solo una domanda.
Come fai a sapere che la tua più grande bugia si è manifestata?
Come fai a sapere di non sbagliarti?

Comunque,anche se non farei mai cartomanzia....l'intro è davvero interessante.Affascinante. Smile Exclamation Exclamation
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MessaggioTitolo: Re: Anteprima: Cartomanzia numero 26   Lun Lug 05, 2010 7:57 pm

Come fa un assassino a sapere di essere un assassino?

...un corpo morto potrebbe farti avere dubbi sul suo operato?

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MessaggioTitolo: Re: Anteprima: Cartomanzia numero 26   Lun Lug 05, 2010 9:47 pm

cavolo....sai che ho riletto il tuo intervento un po di volte,ma non riesco a capire cosa centra!.... Embarassed
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MessaggioTitolo: Re: Anteprima: Cartomanzia numero 26   Lun Lug 05, 2010 10:37 pm

Continuando con il macabro esempio dell'assassino:

un assassino uccide, quindi è tale; si riconosce nel suo operato!

Era semplicemente per dire, come in altri post già si è discusso che, la verità, o meglio, la propria verità, appartiene a se stessi in maniera indissolubile.

Il riferimento nell'introduzione è puramente soggettivo, tutto da interpretare, rapportandolo a se stessi.
Ho sempre visto la figura del divinatore come qualcosa che va oltre la percezione della comune visione di questo strato, quindi che va oltre la verità, come colui che vince la verità.

Credo che quando si conosca a fondo se stessi, in maniera tale da potersi definire autoconsapevolezza del proprio essere, allora siamo sicuri che quello che stiamo andando a fare è giusto!

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MessaggioTitolo: Re: Anteprima: Cartomanzia numero 26   Lun Lug 05, 2010 11:22 pm

OK....ho capito.
Vedo che l'argomento verità ci segue eh?
Bene...bene....
Wink
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MessaggioTitolo: Re: Anteprima: Cartomanzia numero 26   Mar Lug 06, 2010 10:00 pm

A....un'altra cosa....
Mi sono sempre chiesto....ma quando una persona ti fa le carte e vede il tuo futuro o passato o anche il solo presente,ovviamente ottiene delle risposte da esse.
Ma se dovesse rifarle di nuovo per sapere la medesima cosa,gli apparirebbero le stesse carte?
Io sono stato una volta da una persona che faceva le cartre ( non mi chiedere quali ).
Tante cose del mio passato le ha sapute,mentre del futuro davvero poche si sono realizzate.
La carta ricorrente era quella della morte ( il cambiamento ) ed il numero che mi diceva spesso era il 13.
Nella vita il 13 mi ha sempre accompagnato.

Comunque riguardo alla domanda?
Ti escono le stesse carte,chiedendo la stessa cosa 2 volte di seguito?
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MessaggioTitolo: Re: Anteprima: Cartomanzia numero 26   Mar Lug 06, 2010 11:21 pm

Quello che le carte ti diranno sarà quello che incombe o che comunque c'è di significativo nella tua vita, tenedo presente il fatto che il consultante detiene in maniera indiscutibile le retini della propria esistenza.
Dovesse un fatto ripetersi nella cartomanzia è perchè la cosa con molta probabilità deve ancora accadere, altrimenti si passa all'evento "successivo".
Le carte mostrano quello che noi vogliamo sapere e quello che deve accadere al di là del nostro sapere...

Chiedere due volte la stessa cosa secondo me è un insulto all'intelligenza del divinatore, salvo in certi casi, come se io colloquiassi in questa maniera:


IO: Ciao, come ti chiami?

LUI: James.

IO: Ciao, come ti chiami?

LUI: affraid

James mi prenderà per un co***ne...e vissero tutti felici e contenti!
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MessaggioTitolo: Re: Anteprima: Cartomanzia numero 26   Mer Lug 07, 2010 7:33 pm

Però James,potrebbe anche non capire la domanda.
Supponiamo non ci senta bene o per qualsiasi altro motivo capisca un'altra domanda......ad esempio "ciao come ti lavi?
James....essendo educato e non facendo caso al senso della domanda,ti risponderebbe,ad esempio,....." MI LAVO COL SAPONE".
In quel caso ci sono 2 ipotesi.
Nella prima rimarrai convinto che James in realtà si chiama MI LAVO COL SAPONE e quindi non farai una piega.
Da quel momento comincerai a chiamarlo così,senza che James ne capisca il vero motivo.
,....mentre nella seconda ipotesi,glielo richiederai per essere più sicuro della risposta,perchè credi che ci sia qualche cosa in quello che ti ha risposto,che non quadra.
Alla fine James....se stavolta capirà, ti risponderà esattamente con il suo nome......altrimenti......vorrebbe dire che è sordo più di mio nonno!!!!!
Apparte questo breve esempio....io non lo prenderei come un insulto all'intelligenza del divinatore,ma piuttosto di un accertamento alla domanda che gli si stà ponendo.....
Non conosco gli eventi che muovono le carte quando gli si fa una domanda,quindi,ovviamente,come una persona che non capisce un tubo di divinazione,mi sono chiesto se anche il divinatore non potrebbe fare un passo sbagliato nella richiesta alle suddette carte e quindi,magari richiedere per una maggiore sicurezza.
Magari non sempre il divinatore conosce tutti i passi per chiedere in maniera corretta e quindi le carte subirebbero un aspetto diverso,con una risponta altrettanto diversa.
O no? Wink Question Question Question Question
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MessaggioTitolo: Re: Anteprima: Cartomanzia numero 26   Gio Lug 08, 2010 12:02 am

La cartomanzia in generale è preposta allo svelamento di eventi.
Non è un metodo scientifico RHP, quindi per quanto ci possa essere bravura da parte del cartomante, non si avrà mai la certezza assoluta che richiedendo la stessa cosa, questa venga fuori, anche perchè, ripeto, è futile fare la stessa domanda e poco vantaggioso, poichè creerebbe solo scompensi e confusione.
Le carte riflettono anche i pensieri delle persone,che congetturano qualsiasi cosa, ma sostanzialmente questa barriera viene abbattuta in favore dell'evento che visualizzano; ma un evento mio caro, è composto da molteplici combinazioni di intenzioni, poichè siamo noi tutto sommato gli artefici del cammino che stiamo compiendo, non degli eventi che ne deriveranno.
La cartomanzia è un fatto serio, non un gioco da salotto dove c'è possibilità di verifica con una controprova, come si sente su certi forum.
Il grande Crowley, se hai letto Magick, ne parla in maniera dubbia, quasi a non voler spiegare gli eventi dietro questa partica che a quanto mi è parso, rimase sconosciuta anche a lui, catapultando il suo studio in complesso svelamento del libro di Tohth...ma questa...e tutta n'altra musica...

contano solo i fatti...
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